Counseling in Analisi Transazionale (A.T.)

Fiorire oltre i propri (presunti) limiti

Cos’è il Counseling

È importante fare chiarezza riguardo agli ambiti e alle modalità di un intervento di Counseling, perché in Italia il Counselor è una figura spesso ancora avvolta da un alone di mistero: in genere non è colta la differenza con un intervento di Coaching o, molto peggio, addirittura con il lavoro proprio dello psicologo.

Iniziamo a sgombrare il campo da ogni possibile confusione con la funzione del Coaching. Coach, come dice la parola, significa “allenatore”, il che implica l’idea di una performance, in questo caso non solo sportiva, ma indirizzata ad una efficiente prestazione sia nel contesto sociale che nell’ambito professionale e, in senso lato, di una piena autoaffermazione. In sintesi, il Coaching incentiva la capacità produttiva della persona.

Il Counseling, invece, indirizza il proprio intervento sul piano esistenziale, proponendo un percorso finalizzato alla scoperta delle proprie credenze limitanti che inibiscono il dispiegarsi della personalità. Mira perciò a evidenziare le aree di miglioramento e i punti di forza di ciascuno.

Il concetto base è infatti che solo attraverso un processo di autoconoscenza è possibile trovare una valida motivazione che viene fondata sul sentirsi bene con se stessi e quindi su una sana fiducia nelle proprie capacità.

Questo tipo di percorso di “analisi interiore” può generare il grossolano equivoco che il Counseling si possa in qualche modo sovrapporre all’intervento dello psicologo, ma… attenzione!

La differenza fondamentale tra i due tipi di intervento è che lo psicoterapeuta si occupa delle disfunzioni psicologiche dell’individuo e indirizza il proprio intervento a curare le ferite antiche attraverso la rielaborazione del vissuto, il Counselor, invece, può accedere sì a ricordi, sensazioni, emozioni vissute nel passato dal Cliente, ma non pretende di offrirne né un’elaborazione né un’interpretazione, bensì utilizza il “racconto di sé” per una comprensione degli elementi che interferiscono con i comportamenti e le scelte nel “qui e ora”, ponendo quindi le basi per il cambiamento che si desidera ottenere.

Il Counseling quindi, per così dire, si pone come un ponte tra il Coaching e la Psicoterapia.

Il Counseling in A.T.

Il Counseling in A.T., facendo proprie le premesse del Counseling in generale, che attua interventi di ascolto, sostegno, incoraggiamento all’azione, individuando le risorse interiori del Cliente, ha come focus l’autocomprensione della persona attraverso le relazioni interpersonali, utilizzate come specchio delle dinamiche interiori. Esso infatti si basa sull’analisi delle “transazioni”, ossia sull’osservazioni delle manifestazioni esterne nei rapporti sociali.

Si tratta di una lettura dei comportamenti autoosservabili, in modo che il Cliente diventi attore consapevole dei propri meccanismi intrapsichici e relazionali e di conseguenza responsabile delle proprie scelte comportamentali.

L’A.T. nasce, alla fine degli anni ’50, dall’esperienza di Eric Berne. Psichiatra e psicanalista, che elaborò una teoria sistematica della personalità e delle dinamiche sociali, basata sul concatenamento degli Stimoli e delle Risposte che via via si susseguono nello scambio relazionale-emozionale tra gli individui.

L’aiuto alla persona consiste nell’armonizzare le tre parti della personalità (Stati dell’Io) che entrano in gioco in ogni relazione umana, caratterizzandola e imprimendole un particolare indirizzo suscettibile di cambiamento.

Il Counselor analista transazionale distingue perciò nelle dinamiche relazionali i ruoli degli Stati dell’Io Genitore (auto-eteroprotezione), Adulto (capacità razionale) e Bambino (motivazione, creatività, voglia di vivere). L’equilibrio fra questi tre Stati dell’Io si rivela determinante nello sviluppo delle potenzialità personali.